martedì 23 settembre 2008
venerdì 19 settembre 2008
Timido Toro [aggiornato 22/09]
Odio i teaser.Quel solito "vedo non vedo" che ti obbliga a scrutare ogni pixel delle immagini per analizzare ogni singolo, insignificante particolare e magari trarne qualche piccolo indizio.
Odio soprattutto i teaser con la data di scadenza: quelli che sono accompagnati da un qualche genere di laconica frase apocalittica e da quattro cifre che indicano in modo inequivocabile un giorno e un mese; quelli che al fastidio del "vedo non vedo" aggiungono lo strazio della spasmodica attesa. Sì, era più bello quando ti sbattevano in faccia all'improvviso foto e dati ufficiali proprio nel momento in cui non te lo saresti mai aspettato.
Ma poi ci sono anche i teaser "propriamente detti", che rispecchiano appieno i vari significati insiti nel termine stesso teaser: provocatore, rompicapo, presa in giro. Proprio come questo: due immaginette, "It's not just a new Lamborghini: it's a new world" e "1° Ottobre 2008". Basta, tutto qui. Questo è quello che ci è dato a sapere, più non dimandare! Nemmeno un piccolo indizio, una voce, un suggerimento sul modello che si potrebbe nascondere dietro un cerchio e un tubo di scarico. Le ipotesi a riguardo si sprecano: che sia una Murcielago SV, alleggerita e potenziata? Una grossa coupé stile Espada? Una berlinona sulla scia di Panamera e di Aston Rapide? Una erede della Urraco nata per infastidire Maserati Granturismo e la nuova Ferrari California? Una hypercar in stile Reventon? E se possiamo non troppo tranquillamente escludere la prima idea (la silhouette del modello della prima foto non sembra quella di una Murcielago), tutte le altre restano possibili. Non ci resta altro da fare se non attendere il 1° ottobre.
Dannati teaser!
via: GearboxUPDATE 22/09
Secondo Worldcarfans la nuova Lambo sarà una berlina-coupé (la denominazione "coupè a quattro porte" mi piace poco) e si chiamerà Urus. Dobbiamo iniziare a preoccuparci?
venerdì 12 settembre 2008
Una cascata di diamanti
Questo weekend sarà festa grande a Hethel, nel Norfolk: è infatti prevista una maxi-celebrazione per festeggiare i 60 anni della casa, fondata dal compianto Colin Chapman nel lontano 1948. E per magnificare una ricorrenza così importante si è deciso di allestire una versione particolarmente speciale della vettura considerata da molti il "brutto anatroccolo" della gamma Lotus, la Europa.Centosessantaquattro diamanti, per un valore complessivo di oltre centodiecimila sterline ornano la vettura dal muso alla coda, negli esterni così come negli interni. Spie, interruttori, leva del cambio, cruscotto e persino gli stemmi Lotus sono tempestati di pietre preziose. Una particolare attenzione è stata dedicata anche alla rifiniture e alla qualità delle pelli utilizzate per il rivestimento trapuntato di porte e sedili, tanto che si fatica a scorgere il tradizionale minimalismo Lotus in mezzo al lusso imperante di questa versione speciale.
All'esterno la Diamond Anniversary presenta un'inedita colorazione in nero lucido arricchita da particolari cristalli di vetro, oltre a finestrini oscurati, cerchi dal nuovo disegno e griglie in tinta.
Non potevano ovviamente mancare degli upgrades alla meccanica, che tuttavia per ora rimangono sconosciuti: Lotus mette sul piatto solo il dato dell'accelerazione da 0 a 100 km/h, meno di cinque secondi, e quello della velocità massima, che si attesta intorno ai 235 kilometri orari. Di più non ci è dato a sapere.
Non è ancora chiaro se questa Europa Diamond Anniversary del valore di oltre 180mila euro resterà una one-off oppure se verrà prodotta in un piccolo numero di esemplari: personalmente spero nella prima ipotesi...

dal forum di Auto-Motorsport
martedì 9 settembre 2008
Senzatetto?
Da qualche giorno gira sul web una voce insistente: sembra proprio che Ferrari abbia in cantiere una versione scoperta della superlativa 430 Scuderia. Di primo acchito potrebbe sembrare una notizia di quelle che fanno venire istantaneamente l'acquolina in bocca: dopotutto credo che sia difficile trovare qualcosa di motoristicamente più eccitante della sinfonia del V8 modenese senza il tetto a fare da scudo.Ma poi ti viene in mente che per quello scopo è già scesa in terra la F430 Spider. E anche che la Scuderia è uno strumento affilato, una belva da pista che sulle strade di tutti i giorni è come un animale feroce chiuso in gabbia. Due versioni della stessa auto, due filosofie diverse.
A queste disquisizioni più minute e, volendo, anche un po' pretestuose, si affiancano i problemi oggettivi che colpiscono tutte le auto scoperte derivate da una coupé: la perdita di rigidità strutturale non è trascurabile, soprattutto su un'auto ad alte prestazioni; ciò obbliga il costruttore a rinforzare l'intero corpo vettura per cercare di recuperare una parte della rigidità persa con l'eliminazione del tetto, il che si traduce nel caso della F430 in un aggravio nel peso a vuoto di circa 70 kg. Mica noccioline, soprattutto alla luce del fatto che non si sta parlando di una Bentley Continental GTC, sulla quale 70 chili in più o in meno fanno poca differenza, bensì di una sportiva votata alle corse dove in fase di progettazione si è andati alla ricerca di un alleggerimento estremo e ogni aumento di peso potrebbe sembrare una blasfemia. Diciamocelo: messa così la faccenda puzza di mera operazione commerciale.
Ma se invece, come suggerito da molti, la versione Spider della Scuderia fosse in realtà più vicina all'idea di barchetta? Se, insomma, si rinunciasse al tetto di tela per abbracciare una filosofia ancora più corsaiola e portata al limite, senza compromessi?
Sì, forse una 430 Scuderia Spider così avrebbe un senso.
via: worldcarfans
lunedì 8 settembre 2008
To go faster, add lightness...

Mai ci fu dimostrazione più efficace del famoso assioma coniato da Colin Chapman. Da un paio di mesi ho scoperto Drivers Republic, una sorta di web magazine curato da quei geniacci di Richard Meaden, Jethro Bovingdon (entrambi firme prestigiose di Evo) e Chris Harris (autore delle rubriche video di Autocar). Praticamente è possibile leggere gli articoli in pdf, gustare le belle foto e guardare persino i video delle prove su strada senza nemmeno lasciare la mancia all'edicolante. Potrete immaginare l'eccitazione quando poi ho visto che il primo Track Test per il battesimo della rivista consisteva in una sorta di lotta a tre (anche se forse "rito orgiastico" è il termine più adatto, a dire il vero) tra la crème de la crème dei pesipiuma britannici: Ariel Atom, quella che si tiene avvinghiato al retotreno un certo VTEC da 315 cavalli, la nuovissima Caterham R500 Superlight, superleggera, superveloce e superlativa, più l'immancabile, inimitabile, incommensurabile Lotus 2-Eleven.
E come se non bastasse, oltre ad un ricco articolo quelli di DR ci offrono anche un video di oltre venti minuti pieno di traversi, onboard footage e adrenalina. La più veloce? La risposta qui sotto, in due parti. Alzate il volume...
venerdì 29 agosto 2008
Dura lex, sed lex
Prima un po' di storia.Cinque anni fa, 2003. Neanche tanto lontano: sembra ancora lì, appena dietro l'angolo. La Bayerische Motoren Werke, (universalmente nota con l'acronimo di BMW) presenta il suo nuovo cavallo di battaglia in edizione limitata, derivato dalla leggendaria M3: la CSL. Tre lettere, trecentosessanta cavalli e centodieci chili in meno. Sounds good. Talmente good che è subito sold-out. Basta, è esaurita, le abbiamo finite, non chiedetecele più... dicono gli uomini con l'elica sul petto. Molti rimangono a becco asciutto, e iniziano a pregare che un'altra Coupé Sport Lightweight varchi prima o poi i cancelli di Monaco.
L'anno scorso, 2007: nuova M3, nome in codice E92. Delusione. Una berlina mutilata: la chiamo così nel mio articolo dedicato alla Concept che prefigura il modello di serie. Tecnicamente ineccepibile (DNA teutonico non mente), ma stilisticamente fallimentare. La brutalità, trademark delle M3... sparita. Tuttavia un lumicino rimane acceso, c'è la speranza che prima o poi la mai dimenticata CSL tornerà. Muletti al 'ring, cammuffature posticce, voci misteriose: gli avvistamenti si moltiplicano, la speranza diventa quasi certezza. Arriverà, sì... è sicuro.
E invece l'unica cosa che veramente arriva è un fulmine a ciel sereno: der CSL ist abgesagt, la CSL è annullata, non si fa più. Assurda la giustificazione degli uomini BMW: "We believe that there will be insufficient demand for the model". Vorrano scherzare!
Negli ultimi anni si sono visti pochi fenomeni di sciacallaggio come quelli fatti registrare dopo la presentazione della CSL: i potenziali acquirenti si facevano letteralmente a brandelli fra di loro pur di accaparrarsi un esemplare della anti-GT3 di Monaco di Baviera. E ora i boss dell'elica vogliono farci credere che non riuscirebbero a vendere una sportiva purosangue, per di più in edizione limitata? Poveretti i brillanti strateghi bavaresi, così demoralizzati dalla prospettiva di vedersi costretti a regalare le CSL in promozione tramite la vendita porta a porta...
Zitti perché non è tutto, dato che il comunicato BMW prosegue: we will instead focus the efforts of the M Division on the M versions of the X5 and X6. Panico.
Chiariamo una cosa: la piccola M che contraddistingue alcuni particolari modelli BMW non sta per Miss Sixty Edition né per Mangiapreti: significa Motorsport. Una parola che racchiude in sé i concetti di sportività estrema, aggressività e libidine motoristica (altrimenti nota come "puro piacere di guida"). X5 Motorsport e X6 Motorsport. Suonano bene?
Rinfrescatina di memoria: questo è l'X5 e questa è la (argh) X6.
Motorsport? Sì, come i cavoli a merenda, o carciofi e nutella, alfa e omega. Non è tanto diverso dal bestemmiare in chiesa.
Eppure... ragioniamo: proviamo a pensare a quanti Cayenne Turbo, Turbo S, GTS e Mercedes ML63 vediamo per strada. A quante persone sono disposte a sperperare centinaia di migliaia di euro in grossi camion dell'immondizia da cinquecento cavalli che pretendono di essere sportivi.
No, in BMW hanno ragione, il loro punto di vista non fa una grinza: un SUV (o SAC che sia) da tre tonnellate è una fonte di guadagno ben maggiore di una sportiva purosangue: l'ha capito anche la Porsche. A proposito, a quando il Cayenne GT2?
Deludere dieci veri appassionati per avvicinare cento nuovi clienti. Sembra la legge della giungla, ma è la legge del mercato.
Bello schifo.
via: Gearbox e Worldcarfans
mercoledì 27 agosto 2008
Bambina cattiva
Cattiva, cattivissima. Se già la R8 stradale ha quel muso che ti guarda torvo con tutti i suoi led e la calandra a trapezio rovesciato, con questa versione racing dura e pura tutto il potenziale di aggressività rimasto nascosto è stato sfruttato a dovere e messo in mostra senza troppe preoccupazioni. Non è un giocattolo da ragazzini viziati e non è la macchina del babbo per fare scena davanti alla disco il sabato sera. No, è un'auto da corsa.E con le palle. Anzi no, pardon, con quattro anelli. Non che ci fossero dubbi sul suo carattere dopo aver dato un occhio alle foto, decisamente eloquenti. Ancora più eloquente è la notizia che questa belva correrà davvero (nel campionato FIA GT3, quindi in buona compagnia) e che non è una pinup da salone "tutto fumo e niente arrosto".
Ad Ingolstadt hanno detto no alla trazione quattro e al DSG (oltre che al colesterolo) e hanno abbracciato la filosofia corsaiola, che ha significato adottare un cambio sequenziale a sei marce, trazione esclusivamente posteriore e seguire una dieta selvaggia. Oltre, ovviamente, ad una indispensabile iniezione velenosa, che tradotto in perfetto tedesco diventa "affinamento aerodinamico". Tutto va a braccetto con un sostanzioso aumento della potenza erogata dal grintoso V8, che ora raggiunge la soglia di 500 cavalli. E incredibilmente sono cavalli ottanici, quindi non sputiamoci sopra.E' bella (oserei dire libidinosa, si può?), aggressiva, da corsa e a benzina.
Che vogliamo di più? :-)

via: worldcarfansvenerdì 22 agosto 2008
Lotus Elise by Project Kahn
Iniziamo con una smentita: questa Elise non é, come riportato da Autoblog.com e da MotorAuthority, il frutto di una collaborazione tra Lotus e il famigerato tuner Project Kahn. Non è quindi né una delle decine di versioni speciali sfornate dalla casa di Hethel, né un prodotto celebrativo dei 60 anni del marchio.Si tratta infatti del risultato di una partnership tra Kahn Design e uno dei maggiori concessionari Lotus del Regno Unito, Dream Machines. Insomma, non è affatto un'elaborazione ufficiale. E per fortuna...
Di solito Kahn è fra i tuners più discreti nel panorama mondiale. Non partorisce capolavori di cattivo, cattivissimo gusto come Lumma (vedi questa) o altri colleghi teutonici: anche se non sempre gradevoli, le sue elaborazioni solitamente rimangono lontane dalla sregolatezza caratteristica di altre porcate after-market. E lo stesso va riconosciuto a questa Elise: fuori luogo quanto si vuole, ma perlomeno discreta in tutta la sua disarmonia...
Le modifiche alla carrozzeria sono abbastanza limitate, ma vistose: un voluminoso spoiler anteriore che appare un po' posticcio e sgraziato, delle minigonne che sembrano attaccate lì un po' a casaccio, prese d'aria laterali in stile Exige (decisamente l'aggiunta più azzeccata) e ala posteriore ispirata a quella, già un po' indigesta, della Elise SC.Passiamo all'impianto di scarico: Kahn ci propone quattro inusuali tubi posti proprio sotto il diffusore (l'aerodinamica del sottoscocca ringrazia), ma si dimentica di tappare il buco lasciato dallo scarico centrale standard...
E i cerchi? Sono sempre gli stessi che Project Kahn infila a forza in ogni sua elaborazione, dalle Aston alla Range Rover. Belli, per carità, ma sulla piccola Elise delle ruote così grandi (19") stanno francamente male e il loro aspetto elegante stride con l'anima corsaiola della sportivetta britannica e con l'aggressività che sprizza dalle modifiche estetiche by Kahn.Per concludere: non si tratta di vera e propria "munnezza" ma suvvia, se ne sentiva davvero la necessità?
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